Coronavirus vicinissimi ai dati della prima fase

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Un picco così alto è riconducibile al mese di marzo, quando la fase 1 della Pandemia era all’apice. 151 contagi da Coronavirus in Puglia, e siamo ad ottobre, in una fase 2 epidemica che pian piano sta riportando a numeri esorbitanti, di quelli che non solo preoccupano, ma mettono in crisi tutto il sistema. Un sistema diviso a metà tra chi pensa alla propria e all’altrui salute e chi pensa al disastro economico che le conseguenze di questa impennata di contagi potrebbe portare. Un nuovo lockdown, anche parziale, metterebbe il sigillo a numerose attività già in crisi. I numeri vedono il picco nei 97 casi del barese, mentre le altre province restano sugli stessi standard precedenti. Qualche calo nel foggiano, dove si sono registrati, nei dati delle ultime ore, 16 contagi, 21 nella Bat, 8 in provincia di Taranto, 4 Brindisi, 3 nel leccese. Di certo, la situazione degli ospedali è nettamente migliore rispetto a marzo, il modo in cui si affronta il virus, medicalmente, è decisamente più efficace, ma è chiaro che l’allerta torna ad essere alto, come quando a marzo, nel giorno 27 per l’esattezza, i contagi erano 152, quasi come ieri. Il 30 marzo scorso sarebbero diventati poi 163, il picco più alto in tempi di pandemia. Siamo tornati a quei numeri. Tanta preoccupazione in provincia di Foggia per i focolai presenti. Come ad Ascoli Satriano, dove un istituto per anziani diventa focolaio con 22 contagiati, tra pazienti e personale della struttura. Ormai l’obbligo di utilizzo delle mascherine è il minimo, un eventuale incremento di contagi potrebbe portare ad una nuova stretta sulle libertà individuali, anche se un nuovo lockdown, per il momento, è scongiurato.

Fabio Lattuchella 

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