Decimabis, incastra le infiltrazioni della mafia foggiana nel territorio

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L’operazione ” Decimabis” , segue quella del 2018, un altro durissimo colpo dell’ organizzazione del crimine foggiano. 40 arresti nel corso della notte fino all ‘alba di questa mattina, nel mirino delle forze dell’ordine da tempo, c’erano le tre batterie della cosiddetta società foggiana :”Moretti, Pellegrino, Lanza,” “Sinesi Francavilla” e “Trisciuoglio, Tolonese, Prencipe” . Nomi noti per l’alta pericolosità che comportano nel territorio. Decine i Soggetti facenti parte dell’organizzazione, un vero e proprio tessuto criminale della città foggiana. Questa volta colpita anche la zona grigia della città, ossia i denominati “Colletti bianchi”,tra cui un dipendente comunale dell’ anagrafe di Foggia,che riportava numeri aggiornati ad uno degli esponenti di spicco del gruppo criminale, per poi poter chiedere la somma di 500 euro ai titolari delle pompe funebri per ogni singolo defunto. Singoli episodi, anche alla motorizzazione di Foggia,grazie all’ installazione di telecamere, guardie giurate fornivano dispositivi per superare l’esame di guida, somme che gli stessi non potevano percepire ma dedicarli direttamente alla società foggiana. Decine di estorsioni riguardanti anche gli appalti di edilizia, riguardo gli ospedali di Foggia. In alcuni casi veniva applicata la violenza diretta, come ordigni nelle attività commerciali, minacce agli operatori delle aree mercatali della città. Tutto in funzione per poter mantenere le famiglie dei detenuti e pagare gli stipendi agli operanti della società criminale.Grazie all’ impegno contrastato con l ‘associazione di investigazione nei riguardi dell’ associazione criminale e grazie a due collaboratori di giustizia, l’uno facente parte del gruppo Sinesi – Francavilla e l ‘altro inerente alla batteria Pellegrino – Lanza, e alle intercettazioni prodotte dalle forze dell’ ordine si è proceduto all ‘arresto di 40 persone. Una mafia quella foggiana che segue le orme della “ndrangheta”, ossia una sorta di coalizione di gruppi criminali del territorio, per poter operare meglio, considerando che l’ economia interna ha abbassato gli stipendi e portato le casse in rosso una mafia diventata consociativa.Scovate inoltre due liste, l’una con nomi di soggetti imprenditori ancora sotto estorsione e l’altra con tutti i nomi delle batterie a cui veniva elargito il contributo. I reati sono di usura, associazione mafiosa, estorsione e reati in materia d’ asta e di armi.

Angelica D’Andola

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