Tangenti per fondi regionali, in manette un funzionario a Foggia

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Un maxi accertamento da parte della GdF questa mattina ha riguardato 21 persone di cui 3 dirigenti e funzionari della regione Puglia ,10 imprenditori del settore agricolo forestale, 8 consulenti agronomi della provincia di Foggia.Tutti indagati dopo le indagini tramite intercettazioni dei baschi verdi del capoluogo pugliese.L’ inchiesta denominata “Radici” coordinata dal Procuratore aggiunto di Bari ,Alessio Coccioli,è partita da una denuncia esposta nel 2020 da un libero professionista, incaricato da un ‘azienda agricola del foggiano ,per la direzione dei lavori,successivamente contattato da un funzionario della Regione Puglia per una richiesta di denaro,in modo da poter elaborare la documentazione, consegnandola oltre i tempi previsti dal bando relativo al programma di sviluppo rurale.Dopo anni di pedinamenti ,scoperto un comitato d’affari,composto da alcuni indagati, con il compito e l’accordo di manovrare requisiti relativi all’accesso delle graduatorie per accedere ai finanziamenti pubblici e così approfittare degli aiuti dell’ Unione Europea,il tutto era generato da un patto tra imprenditori e funzionari della Regione Puglia di cui uno dislocato a Foggia che portava mazzette percepite ai colleghi della regione . L’ operazione si è tradotta in sei arresti di cui cinque ai domiciliari e uno in carcere, svelando illeciti su erogazioni pubbliche avvenute a Bari e Foggia e perpetrate negli anni che vanno dal 2012 al 2020, con accuse contestate di tentata concussione ,corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio,falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici.110mila euro, la somma proveniente da richieste estorsive dei funzionari pubblici, 26 le istanze di finanziamento di accoglimento illecito per aiuti pari a 2,7 milioni di euro. Sequestrate fatture inesistenti , 14 i nomi
nel registro degli indagati, 4 le imprese che hanno commesso truffa aggravata e che dovranno ora rispondere del sequestro di beni per un valore di circa 2milioni di euro.

Angelica D’Andola

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